Aerosol Atmosferico


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Proprietà Fisico-Chimiche dell'Aerosol Atmosferico

 

L'importanza di effettuare una caratterizzazione fisico-chimica del particolato atmosferico è legata al forte impatto che queste particelle hanno sulla salute dell'uomo e sull'ambiente. Alla presenza di particelle in atmosfera sono infatti legati fenomeni quali la formazione di nubi e nebbie, la variazione delle proprietà ottiche dell'atmosfera con effetti sulla visibilità e sul bilancio energetico terrestre, la contaminazione di suolo e acqua a seguito di deposizione secca e umida e il danneggiamento dei materiali. Per quanto riguarda gli effetti negativi che le particelle - soprattutto quelle di piccole dimensioni - hanno sulla saluta umana si fa riferimento ai risultati di recenti studi epidemiologici che mostrano una significativa correlazione fra l'aumento dei casi di morbilità/mortalità e la concentrazione delle polveri atmosferiche. Una caratterizzazione elementare dettagliata del particolato atmosferico - soprattutto se riferita alle diverse granulometrie - permette inoltre l'identificazione e la quantificazione delle sorgenti di emissione grazie all'utilizzo di modelli a recettore multivariati (PCFA, APCFA) da applicarsi a data-base costituiti da un numero statisticamente significativo di campioni.

 

 

Determinazione della concentrazione e composizione di PTS, PM10, PM2.5 e PM1

La sezione di Fisica dell'Atmosfera svolge ricerche in questo ambito da vari anni conducendo campagne di misura volte alla determinazione della concentrazione e della composizione delle frazioni fini del particolato atmosferico (PM10=particelle con diametro aerodinamico inferiore a 10 micron; PM2.5=particelle con diametro aerodinamico inferiore a 2.5 micron; PM1=particelle con diametro aerodinamico inferiore a 1 micron), oltre che all'individuazione delle principali sorgenti che contribuiscono al particolato. Inoltre, sono in corso studi volti a determinare il ruolo delle condizioni meteo-climatiche, di stabilità atmosferica e dell'aerosol di fondo nei livelli di concentrazione misurati.

I campionamenti sono stati effettuati utilizzando teste di prelievo selettive per la granulometria desiderata (PM10, PM2.5, PM1) a norma EPA e a norma CEN. 

Teste di prelievo per campionamenti di  PM10 - PM2.5 - PM1 a norma CEN

 

La determinazione gravimetrica della massa, che attualmente è il metodo di riferimento, richiede l'impiego di procedure e di facilities che ne permettano una misura accurata e precisa, poiché la quantità di materia risulta essere esigua soprattutto per le frazioni più fini del particolato. La sezione di Fisica dell'Atmosfera dispone di un laboratorio climatizzato (con temperatura e umidità regolabili e stabili) in cui sono disponibili 2 bilance analitiche con precisione 10 microgrammi e 0.1 microgrammi, quest'ultima è dotata di un apposito kit pesafiltri che permette di scaricare i filtri dalle cariche elettrostatiche grazie ad una piccola gabbia di Faraday montata sulla bilancia. 

Bilance analitiche di precisione

(sensibilità: 0.1 m g e 10 m g)

 

Sui campioni raccolti, oltre alla determinazione del quantitativo totale di polveri effettuata mediante tecnica gravimetrica, vengono eseguite analisi ED-XRF (Energy Dispersive X-Ray Fluorescence) per la determinazione degli elementi presenti nelle polveri. Nel laboratorio si effettua l'analisi multielementare con tecnica ED-XRF, che permette la rivelazione degli elementi (con Z > 11) maggioritari, minoritari e in tracce presenti nel particolato.

Tipico spettro XRF di un campione di particolato

 

Di seguito sono riportati alcuni risultati ottenuti dal gruppo durante campagne di misura effettuate nell'area urbana di Milano (maggiori dettagli si possono trovare su Vecchi et al.,2004, Marcazzan et al.,2004, Marcazzan et al.,2003, Marcazzan et al.,2002, Marcazzan et al.,2001).

 

 

Nei grafici e' riportata la composizione media delle tre frazioni granulometriche (PM10 - PM2.5 - PM1) durante un periodo estivo e un periodo invernale.

 

Negli anni 2001-2002 la sezione di Fisica dell'Atmosfera ha partecipato al progetto PUMI (Particolato fine nell'atmosfera Urbana MIlanese)  finanziato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano. Il progetto PUMI è realizzato in collaborazione con la Fondazione Lombardia per l'Ambiente, l'ARPA Lombardia, il DISAT (Università di Milano Bicocca), il DIIAR (Politecnico di Milano) e la Stazione Sperimentale per i Combustibili. Per gli anni 2004-2006 la sezione è coinvolta, come unità operativa, nelle attività del progetto PARFIL (PARticolato FIne in Lombardia) estensione a livello regionale del progetto PUMI.

 

Misure delle frazioni "fine & coarse" con elevata risoluzione temporale

Questa attività di ricerca è stata svolta nell'ambito del progetto MIUR COFIN 2001 dal titolo: "Metodologie fisiche nello studio dell'ambiente e del patrimonio artistico-culturale". Le attività previste dal progetto sono state condotte dalla sezione di Fisica dell'Atmosfera dell'Istituto di Fisica in collaborazione con i gruppi di ricerca dell'Università di Firenze e dell'Università di Genova

La composizione del particolato atmosferico è stata studiata in quattro grandi città italiane (Firenze, Genova, Milano e Napoli) con tecniche di Ion Beam Analysis. La campagna di misura è stata progettata e realizzata con l'obiettivo di "fotografare" le caratteristiche del particolato atmosferico in quattro grandi città nello stesso periodo e utilizzando un unico approccio metodologico e sperimentale. I campionamenti di particolato sono stati effettuati simultaneamente nelle quattro città durante un periodo invernale ed uno estivo dell'anno 2001 (si vedano anche D'Alessandro et al., 2004, D'Alessandro et al., 2003, Ariola et al., 2002). 

Sono stati utilizzati campionatori continui a due stadi (streaker samplers) che separano e raccolgono il particolato atmosferico in due frazioni granulometriche (frazione fine e grossa del PM10). 

 

 

Streaker Sampler utilizzato per le misure ad elevata risoluzione temporale

 

L'andamento orario della concentrazione di una ventina di elementi è stato dedotto mediante misure PIXE (Particle Induced X-ray Emission), eseguite col set-up di fascio esterno dell'acceleratore dell'INFN presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Firenze.

 

 

In figura viene mostrato il set-up di irraggiamento e un filtro relativo ad una settimana di campionamento di PM2.5 effettuata in continuo.

L'elevata risoluzione del campionamento permette l'identificazione e la caratterizzazione di sorgenti attive su scale temporali differenti, l'identificazione di contributi regionali rispetto alla formazione locale di aerosol, lo studio dettagliato di trasformazioni fisico-chimiche delle particelle e la correlazione con parametri meteorologici e inquinanti gassosi su base oraria.

Nelle figure seguenti si mostrano alcuni risultati ottenuti durante la campagna estiva.

 

                     fig. 1- Genova: andamento di alcuni elementi traccianti del traffico 

                     fig. 2 - Firenze: episodio di trasporto di aerosol marino

                     fig. 3 - Milano: evidenza di sorgente antropica episodica   

                     fig. 4 - Milano: produzione fotochimica di solfato

 

 

 

Messa a punto e ottimizzazione di tecniche analitiche per la caratterizzazione composizionale del particolato atmosferico

Questa attività di ricerca è in corso  nell'ambito del progetto MIUR COFIN 2003 dal titolo: "Analisi con fasci ionici, spettrometria di massa con acceleratori e tecniche complementari per l'ambiente e i beni culturali" in collaborazione con l'Università di Firenze,  l'Università di Genova, l'Università di Napoli e l'Università di Catania. 

Altre attività di sviluppo metodologico sono svolte nell'ambito dell'esperimento INFN denominato "MASAI" (Metodologie Applicative per Studi di Arte e di Inquinamento) che viene svolto in collaborazione con i gruppi dell'Università di Firenze,  dell'Università di Genova, dell'Università di Ferrara e dei Laboratori Nazionali del Sud. 

Oltre all'ottimizzazione delle tecniche PIXE-PIGE per l'analisi elementare di campioni di particolato atmosferico, risulta di rilievo lo sviluppo di un set-up PESA (Particle Elastic Scattering Analysis) per la determinazione di H, C, N, O   nei medesimi  campioni

Nelle figure seguenti sono riassunti i risultati preliminari di una campagna di misura effettuata in un sito industriale  (per maggiori dettagli vedi Chiari et al., 2004).

 

 

Per l'importanza che riveste la frazione carboniosa del particolato sia in ambito urbano sia in località remote il gruppo di ricerca sta collaborando con il Dipartimento di Chimica Inorganica, Metallorganica e Analitica dell'Università di Milano per la messa a punto di un metodo basato sull'evoluzione termica per la determinazione del Carbonio Elementare (EC) e dei composti Organici del Carbonio (OC).  

Schema della metodologia utilizzata per la determinazione di OC\EC nel particolato atmosferico

 

Sviluppo e applicazione di tecniche statistiche di analisi multivariata e modelli a recettore per l'individuazione del contributo delle sorgenti di emissione

I dati acquisiti nelle campagne di misura sono stati analizzati con l'ausilio di tecniche di analisi multivariata e modelli a recettore (PCA-PFA-APCA-...) per l'individuazione e la quantificazione dei contributi delle sorgenti al particolato misurato ("source apportionment").

I risultati mostrati sopra sono un esempio di applicazione di tecniche PCFA su dati di PM10 ottenuti in una campagna di misura a Milano (per maggiori dettagli vedere Marcazzan et al., 2004). 

Caratterizzazione delle frazioni fini del  particolato in ambienti di interesse artistico

Negli ultimi anni il gruppo ha condotto indagini  volte alla caratterizzazione del particolato atmosferico ed al suo impatto in ambienti di interesse artistico quali: Camera Picta del Mantegna (Palazzo Ducale  - Mantova), Veduta di Hall (Cortile del Michelozzo, Palazzo Vecchio - Firenze) e archivio storico della Ca' Granda  (Milano).

Alcune di queste attività sono state condotte in collaborazione con la Sezione di Archeometria dell'Istituto di Fisica Generale Applicata e con  il Dipartimento di Chimica Inorganica, Metallorganica e Analitica dell'Università di Milano, con  l'Università e la sezione INFN di Firenze, con il CNR - ISAC di Padova.

 

 

Ultimo Aggiornamento: 15 Ottobre 2004  

a cura di G. Valli & R. Vecchi