Il 4 ottobre 1957 il lancio dello Sputnik, primo satellite artificiale, sanciva ufficialmente la nascita dell’era spaziale. Nel 50esimo anniversario di questo memorabile evento l’Istituto di Fisica Generale Applicata e il Museo Astronomico-Orto Botanico di Brera (Università degli Studi di Milano) dedicano due serate con conferenze a tema e la possibilità di visitare il Museo. Nel corso della prima serata si ripercorreranno gli esordi dell’avventura spaziale; nella seconda si darà spazio alle innumerevoli ricadute nella vita quotidiana che l’esplorazione dello spazio ha prodotto e continua a produrre, dal velcro ai satelliti per le telecomunicazioni.
Il programma:
Giovedì 4 ottobre, ore 21:00
Museo Astronomico di Brera – Ingresso alle ore 20:50 da Via Fiori Oscuri 4
Conferenza dal titolo: “Il nuovo oceano - La nascita dell'era spaziale”
Relatore: Paolo Amoroso
A seguire visita guidata al Museo Astronomico di Brera
Venerdì 5 ottobre, ore 21:00
Museo Astronomico di Brera – Ingresso alle ore 20:50 da Via Fiori Oscuri 4
Conferenza dal titolo: “Lo spazio, da ultima frontiera a compagno nell’avventura quotidiana”
Relatore: Valerio Grassi
A seguire visita guidata al Museo Astronomico di Brera
INFO:
L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione.
Il visitatore può prenotare la partecipazione a una o a entrambe le serate telefonando al numero 02 50314680 da lunedì 1 ottobre (ore 9:00-16:00).
Il lancio del primo satellite artificiale Sputnik 1, avvenuto mezzo secolo fa il 4 ottobre 1957, ha dato inizio a un'epoca irripetibile in cui la realtà ha superato l'immaginazione. Una straordinaria sfida tecnologica e di esplorazione fra USA e URSS che ha permesso all'umanità di lasciare il proprio pianeta per avventurarsi in un ambiente misterioso, ostile e senza limiti: lo spazio. Fin dall'antichità l'osservazione e lo studio del cielo hanno dato all'umanità la consapevolezza che la sua dimora, la Terra, rappresenta solo una piccola parte di ciò che esiste. L'astronomia ha svelato cosa si trova nei vastissimi spazi dell'universo oltre il nostro pianeta. Per millenni la fantasia degli artisti è rimasto l'unico modo per abbandonarlo e guardarsi intorno. All'inizio del XX secolo, però, la scienza e la tecnologia hanno finalmente iniziato a fornire le conoscenze e i mezzi necessari per compiere questi viaggi nella realtà. Gli sviluppi successivi hanno creato le condizioni per usare quei mezzi e lasciare la Terra, dando inizio all'avventura dell'esplorazione dello spazio.
Fin dal lancio dello Sputnik, il 4 ottobre 1957, lo spazio e le sue applicazioni tecnologiche ci accompagnano nella nostra vita quotidiana. Nel 1969 Neil Armstrong pose per primo il piede sulla Luna, oggi ci allacciamo le scarpe con il velcro, materiale sviluppato per evitare che gli strumenti degli astronauti delle missioni Apollo fluttuassero in assenza di gravità. Un nipote dello Sputnik, in orbita geostazionaria, ci accompagna nelle nostre serate con la sua moltitudine di canali televisivi. Una costellazione di satelliti artificiali ci porta a destinazione con sicurezza da una parte all’altra del globo, oppure ci indica la strada più veloce in una città trafficata. I satelliti scientifici scrutano la Terra e lo spazio, prevedendo maremoti e scrutando remote galassie. Uomini e donne abitano oramai la Stazione Spaziale Internazionale, collaborazione tra USA, Europa e Russia. Nei primi 50 anni di vita dell’Era Spaziale la Scienza ha compiuto davvero passi da gigante. Ora, infatti, si guarda alla Luna come sede di una installazione permanente che ci possa portare un passo più in là, verso le sabbie rosse di Marte....