VEDERE LA SCIENZA 2005

Milano   7/3/2005 - 13/3/2005

Spazio Oberdan - viale Vittorio Veneto 2 - Milano

The war game



  1. Regia: Peter Watkins
  2. Fotografia: Peter Bartlett
  3. Interpreti:
    Michael Aspel,
    Dick Graham (Narratori),
    Peter Watkins
  4. Produzione: BBC
  5. Nazionalità: Gran Bretagna
  6. Durata: 48 min.
  7. Anno: 1965

The War Game è un documentario-fiction in cui la popolazione inglese viene messa alla prova da una simulata emergenza bellica di tipo nucleare, una sorta di “attualità ricostruita” in cui nessuno sembrerebbe preparato per affrontare la situazione. Una serie di divertenti espedienti narrativi mette in luce la pericolosità dell’idea di sicurezza in una nazione avanzata come l’Inghilterra del 1965: restano memorabili i manualetti informativi distribuiti alla popolazione. Il realismo, fortemente cercato anche nella ricostruzione, non risparmia scene crude e violente che non lasciano spazio all’umorismo e costarono al film l’ostruzionismo della BBC, che pure ebbe parte attiva nella produzione. Pare che il presidente del consiglio d’amministrazione, Lord Normanbrook, si diede da fare per avvertire segretamente il governo Wilson sui rischi della sua trasmissione: “la visione del film in televisione può avere un effetto significativo sulla presa di posizione pubblica nei confronti di una politica favorevole alla deterrenza nucleare”. Di certo la troupe di giornalisti che si aggira con la macchina da presa tra cumuli di macerie, uomini sfigurati e mutilati dall’esplosione, scene di panico, atti di violenza e silenzi di morte, avrebbe creato una reazione forte presso il pubblico britannico. Il regista Peter Watkins, fautore di un cinema di denuncia politico-sociale libero da schemi formali-stilistici, esordì nel 1964 con una ricostruzione della battaglia di Culloden per il piccolo schermo (trasmessa in Italia col titolo L’ultimo degli Stuart), basata sul metodo dell’intervista diretta alla storia, al fine di smitizzarne gli eventi. The War Game ebbe nel 1966 il premio Oscar come miglior documentario e altri importanti riconoscimenti, tra cui il Premio speciale della giuria al Festival di Venezia.

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