VEDERE LA SCIENZA 2005

Milano   7/3/2005 - 13/3/2005

Spazio Oberdan - viale Vittorio Veneto 2 - Milano

L’enigma Oppenheimer



  1. Regia: Leandro Castellani
  2. Montaggio: Luciano Gigante
  3. Musica: Peppino De Luca
  4. Produzione: RAI
  5. Nazionalità: Italia
  6. Durata: 75 min.
  7. Anno: 1964

Il documentario affronta, nella forma dell’inchiesta d’attualità, la controversa figura dello scienziato J. Robert Oppenheimer, (1904-1967) capo dell’équipe internazionale che, nel centro di ricerca statunitense di Los Alamos, realizzò la prima bomba atomica. Il carisma personale di Oppenheimer, che si aggiunge alla non trascurabile vicenda di essere stato spettatore e propiziatore, con i suoi studi, della prima esplosione atomica (esattamente il 16 luglio 1945), ne fanno un soggetto ideale per un’approfondita indagine mediologica oltre che storiografica. Ecco perché nel filmato in oggetto, che originariamente fu pensato per la televisione e che, vista la sua ottima fattura, finì con l’aggiudicarsi il Gran Premio della Mostra di Venezia nella sezione Teledocumentario, le notissime circostanze del Manhattan project e le meno note vicende esistenziali dello scienziato si intrecciano, complice anche una intervista ad Oppenheimer che funge da contrappunto all’intero filmato. Al di là delle ovvie ricostruzioni sul clima immediatamente post-bellico e sui prodromi della guerra fredda, il vero interesse del documentario risiede dunque nell’affrontare apertamente il dilemma etico e personale di Oppenheimer, drammaticamente incentrato sull’antitesi libertà della ricerca scientifica/responsabilità morale dello scienziato. Mediante un sapiente collage di materiali d’archivio diversi, dai filmati militari di repertorio alle pagine dei quotidiani fino alle fotografie dei protagonisti, sono così rievocati tutti gli avvenimenti che condussero nel 1954 all’Inchiesta Oppenheimer: i presunti ostacoli frapposti dal fisico alla realizzazione della bomba ad idrogeno, i conseguenti sospetti di antinazionalismo e, dopo la rottura con Aakon Chevalier (il romanziere che lo definì l’uomo che volle essere Dio), le velate accuse di essere un agente del controspionaggio.

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