VEDERE LA SCIENZA 2005

Bologna   10/10/2005 - 12/12/2005

Cineteca di Bologna - sala Lumière 2 - via Azzo Gardino 65 - Bologna

Storia della bomba atomica – I parte



  1. Titolo originale: Storia della bomba atomica
  2. Autore: Leandro Castellani, Virgilio Sabel
  3. Regia: Leandro Castellani
  4. Consulenza scientifica: Ginestra Amaldi
  5. Produzione: RAI
  6. Nazionalità: Italia
  7. Durata: 54 min.
  8. Anno: 1964

Le cinque puntate di Storia della bomba atomica rappresentano un eccezionale esempio di inchiesta storica televisiva, genere che in Italia nasce e si afferma proprio grazie a Leandro Castellani, autore e regista di numerosi programmi culturali a partire dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Con la storia della bomba, Castellani iniziò nel 1964 un lungo lavoro dedicato al rapporto scienza-società alla televisione, progetto che continuò con L’Enigma Oppenheimer (1964) e si concluse idealmente con Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico (1972), entrambi ospitati nell’edizione 2005 di Vedere la Scienza. Come accadrà anche per la fiction su Majorana, Storia della bomba atomica fu seguito nel 1965 dalla pubblicazione di un libro omonimo, a testimonianza del lungo e accurato lavoro di ricerca svolto dal regista in preparazione ai testi e alla regia dello speciale di quasi cinque ore complessive. La narrazione del documentario si snoda su tre piani differenti che si intrecciano: il primo è quello dello svolgersi degli eventi storici che costituiscono il contesto in cui nacque la bomba (corredato da numerosi filmati d’archivio); il secondo è quello della scienza che sta alla base della costruzione della bomba (esemplificata con l’aiuto di animazioni grafiche), il terzo è quello delle interviste ai protagonisti. Ed è proprio questo approccio a rendere l’inchiesta, che ormai ha quarant’anni di vita, ancora interessante per un pubblico contemporaneo: innanzitutto perché i protagonisti, dei quali oggi sopravvive solo qualche reduce, sono ancora in vita e ben disposti a parlare di un’esperienza così drammatica come quella della bomba atomica, e poi perché le questioni rivolte sono acute e profonde, tutt’altro che superficiali.

Vincitore della sessione documentari al Prix Italia 1963.

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