Chiunque di noi, anche il più distante e disinteressato ai saperi scientifici, costretto a pensare alla fisica, il nome che si affaccia alla mente è sempre quello di Albert Einstein.
Einstein nasce a Ulm nel 1879. L'infanzia di Albert non è felice: la società tedesca in quel momento è estremamente repressiva e inoltre l'antisemitismo comincia a radicarsi e Einstein è di origini ebree. Per questi motivi e a causa del dissesto familiare, Albert sarà per tutta l'adolescenza un nomade, in Italia e in Svizzera. Della sua gioventù è nota la totale insofferenza per le autorità, anche quelle universitarie, così quando si laurea non trova niente di meglio che impiegarsi all'ufficio brevetti.
Proprio in quel periodo Einstein pone le basi della teoria scientifica, la relatività, che rivoluzionerà la nostra visione dello spazio e del tempo e che porterà alla affascinante equivalenza fra massa ed energia, la legge E=mc2. Ma l'importanza di Einstein, uno dei più grandi geni dell'umanità, va oltre la fisica: il suo pacifismo radicale, le sue critiche al capitalismo, la sua netta opposizione al maccartismo ci parlano di un uomo partecipe dei drammi del suo e del nostro tempo.