Il documentario ci racconta gli ultimi momenti di Saint-Pierre di Martinica, appena prima dell’esplosione della montagna Pelée che distrusse interamente la città l’8 maggio 1902.
Fu la più grande catastrofe del secolo scorso: in pochi minuti la “Parigi delle Antille” veniva cancellata dalle mappe. Ci furono 28.000 morti in un brevissimo lasso di tempo, fenomeno definito dai vulcanologi come nube ardente.
Costruito su un’impetuosa drammaturgia (i segnali premonitori, la crescente tensione presso la popolazione) il film stimola la riflessione non solo sulle condizioni che hanno dato origine alla catastrofe ma anche sulla società nella quale tali condizioni sussistono.
Mettendo drammaticamente in luce il valore e la necessità di previsioni affidabili, questa esplosione ha rappresentato il punto di partenza della vulcanologia moderna.
Premio Speciale della Giuria al XIX festival “Image et Science”, Parigi, 2002