VEDERE LA SCIENZA 2005

Potenza   10/5/2005 - 19/5/2005

Biblioteca provinciale e Aula Magna dell’Università della Basilicata - Matera
Aula Magna di Scienze del Campus di Macchia Romana dell’Università della Basilicata - Potenza

Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico



  1. Regia: Leandro Castellani
  2. Montaggio: Leandro Castellani
  3. Fotografia: Rino Filippini
  4. Musica: Guido e Maurizio De Angelis
  5. Interpreti:
    Orso Maria Guerrino,
    Mariella Zanetti,
    Pietro Biondi
  6. Produzione: RAI e T.V.C.
  7. Nazionalità: Italia
  8. Durata: 90 min.
  9. Anno: 1972

Ettore Majorana nasce a Catania nel 1906, a sette anni è già un bambino prodigio, a trentuno è nominato professore per chiara fama alla cattedra di Fisica Teorica all’Università di Napoli. Di lui Enrico Fermi, probabilmente il migliore fisico italiano dai tempi di Galileo, disse: “Al mondo ci sono varie categorie di scienziati. Gente di secondo e di terzo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore Majorana è uno di quelli”. Di se stesso Majorana aveva un’opinione molto meno lusinghiera: “Come professore valgo poco, come scienziato non credo in quello che faccio, come uomo sono uno zero”. Un fuoriclasse, dunque, ma dalla personalità profonda e tormentata. Talmente complessa da diventare nel 1938 il protagonista del più grande mistero della scienza italiana. Imbarcatosi su un piroscafo a Napoli alla volta di Palermo, scomparve senza lasciare tracce. Fuga? Suicidio? Rapimento? Ma soprattutto: perché? Forse Majorana aveva intuito per primo le potenzialità distruttive della scissione dell’atomo, problema a cui stava lavorando con il gruppo dei ragazzi di Via Panisperna? La comunità scientifica ne fu sconvolta; perfino Mussolini mobilitò i suoi uomini nella speranza di ritrovare una mente così brillante, ma non si giunse mai a una soluzione. Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico rappresentò per il regista Leandro Castellani una sorta di ideale conclusione al lungo lavoro dedicato al rapporto scienza-società sul piccolo schermo. Il film introduce il personaggio di Majorana come personaggio storico ma anche come metafora, secondo l’occhio del regista, dello scienziato moderno che sa a dove può condurre la sua ricerca e ne è drammaticamente turbato.

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