Scritto dal regista Ansano Giannarelli con Edoardo Sanguineti e la consulenza di Lucio Lombardo Radice, il film rievoca a ritroso e a incastri la breve vita del matematico Evariste Galois (1811-1832), repubblicano di sinistra, seguace delle idee rivoluzionarie di Buonarroti e Blanqui, che nella notte precedente al duello in cut fu ferito mortalmente a ventun anni, scrisse sedici pagine, a modo di testamento scientifico, oggi considerate una geniale anticipazione dell'algebra astratta. Film di alta tenuta culturale e di intricata struttura narrativa, attento alla lezione teatrale di Brecht, Artaud, Peter Weiss e a quella cinematografica di Godard: recitazione didattica e "straniata", dispositivi di tipo televisivo, scenografie espressionisticamente deformate, sforzati agganci alla realtà socio politica degli anni '70.
(Da "Il Morandini - Dizionario dei film", Zanichelli, 1999)