Alcuni scienziati inglesi, dopo aver clonato delle rane senza testa, ora evocano una visione allarmante: allo stesso modo, infatti, si potrebbero clonare embrioni umani per produrre un "magazzino vivente" di pezzi di ricambio allo scopo di ricavarne organi e tessuti. Non si tratta di un film dell'orrore, ma della creazione di un mercato di organi modificati: una prospettiva che suscita inquietudini.
Il congresso di bioetica del Consiglio d'Europa non fornisce un orientamento al quale tutti debbano attenersi, al contrario, le sue indicazioni sono piuttosto contradditorie. In tale sede si dovrebbe infatti stabilire il divieto di clonare embrioni umani, quando invece la definizione di "uomo" viene lasciata al diritto interno dei singoli stati.
In questo modo si sono spalancate le porte alla produzione di embrioni umani clonati, per poter "coltivare" organi e tessuti da feti ed embrioni.
Gran Prix al IX Prix Leonardo festival, Parma, 1999