Vedere la Scienza Festival

Festival Internazionale del Video, del Film e del Documentario Scientifico - XV edizione

Milano   2/5/2011 - 8/5/2011

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2 - MILANO
Mediateca Santa Teresa, Via Moscova 28 - MILANO

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Il giardino dei limoni



  1. Autore: Eran Riklis, Suha Arraf
  2. Regia: Eran Riklis
  3. Sceneggiatura: Eran Riklis, Suha Arraf
  4. Montaggio: Tova Asher
  5. Fotografia: Rainer Klausmann
  6. Scenografia: Miguel Markin
  7. Musica: Habib Shadah
  8. Interpreti:
    Hiam Abbass, Rona Lipaz-Michael, Ali Suliman, Liron Baranes, Doron Tavory, Amos Lavi
  9. Produzione: Heimatfilm, MACT Productions, Eran Riklis Production, Riva Filmproduktion, ZDF/Arte, Canal+, Israeli Film Fund, CNC, United Kingdom Films
  10. Nazionalità: Germania
  11. Durata: 106 min.
  12. Anno: 2008

In una terra dilaniata dai conflitti Salma Zidane, vedova palestinese, tiene insieme i frammenti della sua famiglia e tradizione con la cura appassionata di un limoneto che, essendo sul confine cisgiordano, reca danno alla nuova dimora del Ministro della Difesa israeliano. Temendo che il frutteto possa fungere da schermatura ad eventuali terroristi, il Ministro ordina lo sradicamento e la costruzione di un alto muro di cinta, come misura di sicurezza. Ma il limoneto è l’unico mezzo di sussistenza di Salma, che inizia una fallimentare battaglia legale che la porterà fino alla Corte Suprema e accenderà l’interesse internazionale su un caso di prevaricazione ed espropriazione. Nell’immagine di un giardino abbandonato, violato e lasciato morire, si rispecchia l’azione di un ‘diserbante’ culturale che fa del separatismo il suo unico baluardo: nessun posto per il potere conciliante della natura, nessuno spazio per quello consolatorio del legame con la terra. Per quanto la vicenda sia frutto di lotte culturali più che politiche, il tribunale ribadirà la priorità della sicurezza dello stato israeliano ma sancirà salomonicamente la potatura di un limitato numero di piante invece dell’eliminazione del giardino. Le radici restano, quindi. E con esse anche l’ultimo barlume di una futura, potenziale rinascita che, proprio a partire dalla terra, fa intravedere un nuovo orizzonte di dialogo e mutua comprensione. La stessa, seppur silente e celata, che si stabilisce tra Salma e la moglie del Ministro.

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