Vedere la Scienza Festival

Festival Internazionale del Video, del Film e del Documentario Scientifico - XV edizione

Milano   2/5/2011 - 8/5/2011

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2 - MILANO
Mediateca Santa Teresa, Via Moscova 28 - MILANO

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Il magnifico scherzo



  1. Autore: Harry Segall
  2. Regia: Howard Hawks
  3. Sceneggiatura: Ben Hecht, Charles Lederer, I.A.L. Diamond, Howard Hawks
  4. Montaggio: William B. Murphy
  5. Fotografia: Milton R. Krasner
  6. Scenografia: George Patrick, Lyle Wheeler
  7. Musica: Leigh Harline
  8. Interpreti:
    Cary Grant, Ginger Rogers, Marilyn Monroe, Charles Coburn, Hugh Marlowe
  9. Nazionalità: USA
  10. Durata: 97 min.
  11. Anno: 1952

Giovane chimico alle dipendenze di una grande industria, il Dottor Barnaba Fulton lavora assiduamente alla creazione di un elisir miracoloso in grado di garantire l’eterna giovinezza, chimera di molti scienziati. Come in ogni classica commedia hawksoniana l’imprevisto e la fortuita coincidenza diventano motore scatenante di un’esilarante escalation di gag e situazioni surreali: lo scimpanzé Rodolfo, sul quale Fulton sperimenta le sue pozioni, esce di soppiatto dalla gabbia, manipola incautamente filtri e provette e, mescolato il contenuto, lo versa nel serbatoio dell’acqua potabile. Accade così che lo scienziato, dissetatosi al medesimo serbatoio, crede che gli effetti portentosi scatenatesi poco dopo siano dovuti al suo elisir, precedentemente assunto. È a partire da questo momento che gli ingredienti più spassosi della screwball e slapstick comedy trovano massima espressione: l’algido comportamento del chimico e della moglie, anch’ella inconsapevole “vittima” dell’acqua miracolosa, si trasforma in una frenetica concatenazione di equivoci, incontrollabili pulsioni istintuali, regressioni infantili al limite dell’animalesco. A venir sbeffeggiata è l’ossessione per l’eterna giovinezza, illusoriamente raggiunta grazie alle doti alchemiche di una scimmia e non attraverso un procedimento scientifico. Quasi che la chimica abbia perso ogni baluardo razionale, quasi che il fascino della regressione allo stato di natura sia soltanto un erroneo presupposto liberatorio.

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