Vedere la Scienza Festival

Festival Internazionale del Video, del Film e del Documentario Scientifico - XV edizione

Milano   2/5/2011 - 8/5/2011

Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2 - MILANO
Mediateca Santa Teresa, Via Moscova 28 - MILANO

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Non chiamarmi Terremoto



  1. Autore: Elisabetta Tola, Romano Camassi
  2. Regia: Beba Gabanelli
  3. Consulenza scientifica: Elisabetta Tola, Romano Camassi
  4. Montaggio: Giulia Rocco
  5. Fotografia: Marco Mensa
  6. Musica: Massimo Bassan, Mauro Pagani
  7. Suono: Maurilio Quadarella
  8. Produzione: formicablu, Ethns Film
  9. Nazionalità: Italia
  10. Durata: 30 min.
  11. Anno: 2010

Per i sopravvissuti il terremoto non finisce mai. Non solo per le macerie che si continuano a vedere, non solo per il ricordo che riaffiora ma per le conseguenze che ha sulla psicologia di quanti l’hanno vissuto sulla loro pelle. E per il senso di colpa dei vivi nei riguardi di coloro che hanno dovuto soccombere.
Marta, 12 anni, vive a L’Aquila, dove tutti la conoscono con il soprannome “Terremoto”. Dopo la notte del 6 aprile 2009 nessuno riesce a chiamarla più così. Il terremoto l’ha trasformata e non solo nel nome.
I terremoti non si possono prevedere ma lo tsunami successivo a un terremoto sì. E se ne può calcolare il percorso e il tempo impiegato. Ma può essere previsto anche notando che il mare improvvisamente si ritira come avvenne nel 2004 quando Tilly, una ragazzina inglese in vacanza in Tailandia, si accorse del fenomeno e diede l’allarme salvando molte vite umane. Aveva imparato a scuola il segnale premonitore.
Un anno dopo il catastrofico sisma de L’Aquila, Marta e la sua classe si dedicano all’allestimento di una mostra sul terremoto. Attraverso una serie di esperienze e di incontri, la protagonista si trasforma da ragazzina in giovane adulta diventando sempre più consapevole. Impara a riconoscere le strutture antisismiche e i rischi connessi a un territorio dove il terremoto, prima o poi, torna sempre. E capisce come comportarsi quando la terra trema.
Un racconto basato su una storia vera, per sconfiggere la paura con la cultura.
 

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