
La Rafflesia è il più grande fiore del mondo: può raggiungere 1 metro di diametro e 7 chili di peso. Cresce nel Sud-Est asiatico e vive all’interno di grandi piante rampicanti sotto forma di filamenti sottili come capelli. Non ha fusto né foglie né radici: è una pianta parassita che trae il suo nutrimento dalle radici delle piante nelle quali si intrufola. Nell’arco di una notte si forma il fiore, puzzolente come un pesce in putrefazione. L’odore attira le mosche che si sporcano del polline e lo trasportano in altri luoghi consentendo alla pianta di riprodursi.
Il documentario mostra con pertinenti e spettacolari immagini, dalla barriera corallina alle foreste tropicali, lo stretto legame tra il mondo degli animali e quello delle piante.
In Nuova Guinea cresce l’”ant plant” (la pianta delle formiche) chiamata così perché i suoi rami, appiccicati ad altri alberi, sono circondati da nidi di formiche. All’interno del nido i rami formano una rete di corridoi che assicura un’ottima circolazione d’aria che mantiene fresca la pianta e le consente di sopravvivere ai tropici. Gli escrementi e le formiche morte si accumulano in alcune zone del nido usate come discarica le cui pareti sono coperte da escrescenze che assorbono nutrienti dagli escrementi e dai resti in decomposizione. E’ il modo con il quale la pianta riscuote l’affitto dalle formiche alle quali concede ospitalità.
Altri esempi dello stretto legame tra animali e piante vengono mostrati nel documentario, un episodio della serie La vita privata delle piante, scritta e presentata da David Attenborough.