
In un giardino pubblico uno scienziato è seduto su una panchina, intento nella lettura di una rivista. Sulla panchina di fronte due ragazzini, Pat e Nat, stanno chiacchierando e ridono guardando una fotografia sul telefono cellulare di Nat.
L’uomo si accorge che è tardi, si alza e in tutta fretta si allontana, dimenticando sulla panchina una busta, che attira l’attenzione dei due.
La busta reca l’indirizzo del Nanolab, laboratorio di nanotecnologie. Deve essere qualcosa di importante e i ragazzini decidono di andarci per consegnarla.
Li accoglie il professor Martin, ben contento di riavere la busta che contiene un prezioso dispositivo realizzato con le nanotecnologie.
Nel laboratorio, grazie al microscopio elettronico, il professore mostra ai ragazzi le caratteristiche di questo minuscolo oggetto e spiega loro che, ad esempio, può essere utilizzato in ambito medico per diagnosticare precocemente specifiche malattie.
E’ solo un esempio della moltitudine di applicazioni che le nanotecnologie stanno sviluppando negli ultimi anni. La visita al laboratorio si rivela per i due ragazzi un’ottima occasione di scoperta di questo piccolo mondo, le cui dimensioni sono ancora più piccole di quelle di batteri e virus. Entrare in questo mondo significa entrare nella materia e scoprire come realizzare nuovi materiali, ad esempio microchip per i telefoni cellulari o celle fotovoltaiche per energia pulita.
Progettato per i ragazzi di età tra i 10 e i 16 anni, il film permette di introdurre le nanotecnologie in modo attraente.