
Sanremo, maggio 1895. Alfred Nobel è nella sua bella villa che chiamava “il mio nido”. Accusato di spionaggio, pochi anni prima aveva dovuto lasciare Parigi, dove si occupava di esplosivi nel suo laboratorio. Abitava a Parigi da vent’anni e non immaginava di doversene andare. Pensava di restarci per il resto della vita…
Eccolo invece in Italia, nella Riviera Ligure: qualche rimpianto per aver dovuto lasciare la vivace capitale ma qui aveva trovato dimora in una posizione piacevole e con un ottimo clima. Non poteva stare senza il suo lavoro in laboratorio e così ne aveva allestito uno non molto lontano da casa. Divideva il suo tempo tra il laboratorio in Italia, le sue proprietà in Svezia e la fabbrica di cannoni Bofors.
Quando lo incontriamo è appena rientrato da un viaggio in Svezia, come sempre preoccupato per il suo stato di salute, per nulla contento di quest’intervista filmata. Tuttavia, dopo averci concesso di incontrarlo si apre a una cortese chiacchierata in un gradevole giorno della primavera 1895, appena un anno prima della sua morte.
L’intervista con Alfred Nobel assume subito i tratti di un dialogo che affonda nei suoi pensieri più privati, con intensa testimonianza della sua vita a Parigi, della sua vita affettiva, della responsabilità dello scienziato e del suo lavoro su esplosivi e cannoni.
L’anziano Alfred Nobel è interpretato da Per Sandberg mentre Marcus Doverud è il giovane Nobel. L’intervista è liberamente ideata dall’autrice, sulla base degli scritti dello stesso Alfred Nobel e delle sue poesie.