
Il 24 maggio 1928 il dirigibile Italia, al comando del generale Umberto Nobile (Finch), sorvola il Polo Nord. Il tempo pessimo sconsiglia l'atterraggio e sulla via del ritorno l’aeronave, appesantita dalle incrostazioni di ghiaccio e con un guasto al motore, si schianta al suolo, sbalzando sul pack dieci uomini. Riprende quota trascinando con sé parte dell'equipaggio destinata a sicura morte, mentre i superstiti, tra cui Nobile, trovano riparo sotto una tenda recuperata dopo il disastro. Un radioamatore russo raccoglie un drammatico appello, e al rompighiaccio Krassin è ordinato di dirigersi verso gli scampati. Intanto, due italiani e lo scienziato svedese Malmgrem si allontanano a piedi dalla tenda verso la base di partenza, Kigsbay; un pilota svedese raggiunge in volo i superstiti ma può riportare alla base solo uno di essi: il comandante Nobile. Durante la marcia verso Kigsbay Malmgrem muore, e scompare tra i ghiacci l'esploratore Amundsen (Connery), che aveva accettato di partecipare ai soccorsi. Solo quarantotto giorni dopo la sciagura i superstiti della tenda rossa vengono messi in salvo dal Krassin. Il regista ricorre a flashback in cui i fantasmi dell’equipaggio si affiancano ai vivi in un processo postumo a Nobile; come scrive T. Kezich alludendo al lirismo e all’epicità di certe scene, “il meglio del film sta in una dimensione tra Jules Verne e Dovzenko”.
Vedere la Scienza lo ripropone al pubblico in occasione dell’80° anniversario della missione di Nobile.