
L’astronave americana Ironmen parte con tre uomini a bordo alla volta di un laboratorio orbitante nello spazio. Dopo cinque mesi di permanenza nel laboratorio i tre astronauti devono far ritorno sulla Terra ma un’improvvisa avaria impedisce irrimediabilmente la partenza. Al centro spaziale di Houston il giovane scienziato Dougherty propone di inviare una missione di soccorso. Il suo superiore non è d’accordo, la missione sarebbe troppo rischiosa. Nonostante ciò Dougherty parte su un aereo razzo pilotato da lui stesso. Sull’Ironmen, intanto, le riserve di ossigeno sono ormai sul finire e il capo della spedizione, Pruett, decide di sacrificarsi per i suoi compagni ed esce così dall’astronave. Dougherty e un’astronave russa giungeranno appena in tempo per salvare i due superstiti.
«Il titolo originale, Marooned, si rifà alla parola di gergo marinaresco con cui si indicavano i marinai abbandonati sulle isole selvagge. E il solo termine desueto in un contesto drammaturgico tutto fondato sul linguaggio avveniristico degli scienziati, dei tecnici e dei computer: e proprio tale linguaggio forma la parte più viva e sostanziosa di un film tutto proiettato nel mondo tecnocratico e scandito sul «go!» della sala di controllo. Un finale che vede i russi allinearsi agli americani nelle operazioni di salvataggio attenua il congenito pessimismo di una cronaca immaginaria spalancata sui baratri d’angosce dei prossimi decenni.» [Tullio Kezich].
Indubbiamente un film per quell’epoca spettacolare, con un positivo messaggio di fratellanza universale. Oscar per i migliori effetti speciali visivi nel 1969.