La mummia che voleva essere re
- Titolo originale: The mummy who would be king
- Autore: Gail Willumsen
- Montaggio: Leonard Feinstein
- Fotografia: Bill Mills
- Animazione: Radical 3D
- Musica: Gil Talmi, Andrew Gross
- Suono: Shirley Libby, Victor Gamble, Andreas Rauch, Noel Dannemiller, Sherif Ez El Din
- Produzione: Gail Willumsen, Jill Shinefield/NOVA-WGBH
- Nazionalità: USA
- Durata: 60 min.
- Anno: 2005
Da 130 anni giaceva dimenticata su uno scaffale polveroso, in un museo di curiosità presso le cascate del Niagara. Oggi, dopo anni di indagini approfondite, un team di specialisti ha rivelato: quella mummia con le braccia incrociate potrebbe essere un faraone. Con la consulenza di esperti ricercatori e collezionisti, gli autori del documentario mostrano il percorso con cui si è arrivati a formulare questa ipotesi, allettante e oltraggiosa al tempo stesso.
Trafugata dalla sua tomba, la mummia ha viaggiato attraverso l’oceano: è stata rubata, venduta, comprata e abbandonata. E’ rimasta a lungo dimenticata ed è ritornata alla luce negli anni Sessanta, quando però è stata dichiarata un falso.
Nel 1998, con la chiusura del museo delle cascate del Niagara, la mummia viene venduta al Carlos Museum di Emory, ad Atlanta: qui finalmente riceve la necessaria attenzione scientifica. Archeologi e scienziati (fra loro anche un ortodontista, che studia la conformazione dei denti e delle ossa facciali) impiegano le più recenti indagini genetiche e radiografiche nella speranza di svelarne l’identità. La TAC mostra i dettagli della mummificazione: la metodica di rimozione degli organi e i materiali usati per colmare la cavità toracica. Sempre mediante indagini radiografiche si effettua lo studio anatomico del cranio, confrontandolo con quello di faraoni conservati al museo del Cairo. Alla fine di questo processo, questo “paziente” speciale ha un nome: potrebbe trattarsi di Ramses I, fondatore di una delle più importanti dinastie dell’antico Egitto.
La mummia che voleva essere re racconta come la mummia abbia finalmente convinto il mondo della sua identità: una storia avvincente, che fonde l’intrigo storico e archeologico con le applicazioni più sorprendenti delle scienze forensi.