
Una scomoda verità
- Titolo originale: An inconvenient truth
- Regia: Davis Guggenheim
- Montaggio: Jay Lah Cassidy, Dan Swietlik
- Fotografia: Davis Guggenheim, Bob Richman
- Interpreti:
Al Gore - Nazionalità: USA
- Durata: 100 min.
- Anno: 2006
Già in odore di vittoria dopo il passaggio a Cannes e l’accoglienza ricevuta al Sundance Film Festival, il film diretto da Guggenheim (noto soprattutto per la regia di alcuni episodi dell’ER televisivo) conferma le attese e si aggiudica l’Oscar 2007 come miglior documentario (e anche un Oscar per la miglior canzone originale). Giusto riconoscimento agli sforzi di un’encomiabile campagna di conferenze e sensibilizzazione a vari livelli avviata, dopo la sconfitta ricevuta alle presidenziali del 2000, da colui che era il vice-presidente USA sotto l’amministrazione Clinton, Al Gore. Ambientalista non dell’ultim’ora, Al Gore ha raccolto una gran mole di dati, grafici, immagini a sostegno di una tesi purtroppo convalidata dalla comunità scientifica internazionale: l’universo - in breve tempo - si avvia verso una generale catastrofe, causata soprattutto dal ‘global warming’, il surriscaldamento del pianeta che sta già provocando danni incalcolabili all’ambiente, alla fauna e anche agli essere umani (l’evento Katrina docet). Grazie a un montaggio incalzante ma che rinuncia di proposito a un facile ‘terrorismo’ ambientalista, a un tono asettico e didattico quel tanto che ci vuole per far meglio risaltare le proporzioni del disastro, e a un linguaggio di grande chiarezza espositiva, il film raggiunge lo scopo di comunicare con efficacia la gravità di un problema che è ormai impossibile ignorare. Le immagini degli orsi polari che agonizzano per lo scioglimento dei ghiacci artici sono più eloquenti di qualsiasi grafico, e dovrebbero essere viste da tutti quelli che ostentano un irresponsabile cinismo. Giustamente il messaggio accorato del film è rivolto a ciascuno di noi, individui-goccia nel mare dell’umanità. Se è ancora possibile invertire la tendenza, limitare i consumi, cambiare gli stili di vita, bisogna agire subito, da un punto all’altro del pianeta, senza dimenticare che la questione non è ‘solo’ ecologica, ma è prima di tutto politica e morale.