
C’è chi sostiene che chi fa per sé fa per tre, eppure la storia testimonia che solo dalla sinergia di menti fuori dal comune possono venire alla luce quelle grandi scoperte capaci di sconvolgere la visione del mondo che ci circonda. E’ il caso dell’incontro in un’Inghilterra piovosa degli anni ’50 tra James Watson e Francis Crick. I due brillanti giovanotti, amanti del gentil sesso, della buona tavola ma soprattutto della scienza si interrogano sul segreto della vita, del modo in cui gli esseri viventi da sempre si riproducono. E se le domande sono grandi, lo saranno ancora più le risposte, afferma Crick, catapultando l’ambizioso Watson in un’appassionante ricerca che li porterà infine a comprendere la struttura completa del DNA. Il travolgente entusiasmo dei nostri è reso scenicamente da dialoghi e ritmi incalzanti, la cura dei particolari e la fedele ricostruzione storica ci fanno immedesimare nel clima di grande fervore scientifico delle università inglesi, un cast di attori affascinanti ci fa definitivamente ricredere sul prototipo di uomini di scienza soporiferi e occhialuti. E alla storia non poteva mancare una fanciulla degna dello stimolante contesto: è la caparbia Rosalind Franklin, il cui contributo sarà determinante per approdare alla soluzione finale, ma che non le varrà purtroppo l’assegnazione del premio Nobel nel 1962, a causa della sua scomparsa prematura. Tra dissapori e intuizioni geniali gli sforzi di Watson, Crick, della Franklin e di Maurice Wilkins saranno infine coronati nella costruzione con asticelle e bulloni del famoso modello elicoidale, che aprì la strada alle attuali conoscenze di genetica.
Vincitore al Science TV Drama Festival, 2002