headline istituto

SISFA
(Società Italiana degli Storici della Fisica e dell'Astronomia)

Sandro Baroni

NON SONO MOLTE LE COMETE ITALIANE: PER 23 ASTRI SOLO NOVE I CONNAZIONALI SCOPRITORI


Da sempre le comete affascinano in modo particolare gli osservatori del cielo. Raramente visibili ad occhio nudo sono comunque in grado di indurre molti al loro studio e qualcuno alla loro ricerca.
Quali sono le comete scoperte da italiani ufficialmente riconosciute dal mondo scientifico?
Prima del 1760 venivano scoperte poche comete; l'anno di avvistamento era quindi sufficiente ad individuarle in modo univoco. Al francese Charles Messier (1730-1817) si deve l'inizio della ricerca sistematica e l'insorgere conseguente di una speciale forma di competizione ad avvistare per primi l'astro chiomato e a battezzarlo con il proprio nome. Il suo è il primo nome attribuito ad una cometa. le comete già molto brillanti alla scoperta invece, per la difficoltà di stabilire un ordine cronologico tra le numerose comunicazioni di avvistamento, vennero chiamate Grandi Comete.
Ecco gli italiani che hanno dato nome a comete: Antonio Colla (1806-1857), Francesco de Vico (1805-1848), Angelo Secchi (1818-1878), Giovan Battista Donati (1826-1873), Lorenzo Respighi (1824-1889), Temistocle Zona (1848-1910), Giovanni Bernasconi (1901-1965), Roberto Barbon e Mauro Vittorio Zanotta. Altri, prima della seconda metà del XVIII secolo, effettuarono la scoperta - tra loro Manfredini, Bianchini, Gian-Priamo e Zanotti - ma, secondo le convenzioni dell'epoca, queste comete non sono identificate con un nome.
La prima cometa dal nome italiano è scoperta da padre F. de Vico di Macerata, già direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano, il 23 Agosto 1844 nella costellazione dell'Acquario; è una periodica (periodo di rivoluzione inferiore a 200 anni) e E. Swift 21 Novembre 1894 la riscopre, casualmente ancora in Acquario. Oggi nota col nome 54P/de Vico-Swift è la 54deg. cometa di cui venne identificata la periodicità.
De Vico scopre altre cinque comete che portano il suo nome tra cui la 122P/de Vico, riosservata nel 1995 dopo essere stata creduta persa per oltre un secolo. Nell'apparizione del 95 ha mostrato una coda rettilinea superiore a 3deg., oltre 6 volte il diametro della Luna piena.
Antonio Colla, parmense e direttore del locale osservatorio, scopre la sua cometa il 7 Maggio 1847 nella costellazione del Leone Minore ed anche la C/1845 L1, la Grande Cometa di Giugno. Quest'ultima è visibile ad occhio nudo il 2 Giugno 1845 ma, per i motivi già citati non porta il suo nome.
Il più illustre astronomo italiano scopritore di comete fu A. Secchi di Reggio Emilia.
Direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano scopre la sua cometa il 5 Aprile 1853 bassa sull'orizzonte tra le costellazioni australi Eridano e Lepre.
Il pisano G.B.Donati direttore dell'Osservatorio di Firenze, scopre ben cinque nuove comete a partire dal 3 Giugno 1845, quando trova la C/1855 L1 da poco passata al perielio. Il nome di Donati rimane, nel campo delle comete, legato al magnifico astro scoperto nel 1858, la cui immagine è prodotta in quasi tutti i libri di astronomia: famosa è quella con due code meravigliose sullo sfondo del Duomo di Firenze a fianco di Arturo, la stella principale della costellazione di Bootes.
Tre comete sono scoperte, in soli due anni (1862/63), da L. Respighi di Cortemaggiore che fu direttore dell'Osservatorio di Bologna. Nessuna diviene spettacolare.
L'ultima scoperta italiana del diciannovesimo secolo viene effettuata dal direttore dell'Osservatorio di Palermo, T. Zona di Porto Tolle, il 15 Novembre 1890. La cometa, per la quale è calcolata un'orbita ellittica di ben 11.000 anni, si trova nella costellazione dell'Auriga.
Anche la Grande Cometa del 5 Settembre 1882 è scoperta da italiani: si tratta di un gruppo di marinai in navigazione nei mari australi. La cometa diviene così brillante da essere visibile durante il giorno senza ausilio del cannocchiale.
Trascorre oltre mezzo secolo dal 1890 prima che un altro connazionale ottenga un risultato positivo. Il comasco G. Bemasconi, astronomo non professionista a partire dal 1941, scopre tre comete. Una di queste non porta però il suo nome, a causa dei problemi connessi alle difficoltà di comunicazione tipiche dei periodi bellici; Bernasconi riceve comunque dagli Stati Uniti, per la cometa C/1941 K1, la medaglia premio riservata agli scopritori. Altre sue scoperete sono la Whipple-Bernasconi-Kulin, nel 42, e la Honda-Bemasconi nel 48.
Il 15 Agosto 1966 l'astronomo R. Barbon scopre una cometa su una lastra fotografica ottenuta all'Osservatorio di Monte Palomar in California: è reale serendipità poiché sta conducendo studi di tutt'altra natura, inerenti le stelle blu, con il grande telescopio Schmidt da 122 cm.
L'ultima scoperta risale al 23 Dicembre 1991 quando a trovare una cometa è M. V. Zanotta, da Laino in provincia di Como. La C/1991Y1 viene poche ore dopo avvistata anche dallo statunitense Brewington ed è oggi nota come Zanotta-Brewington. La cometa non è diventata molto appariscente, ma l'astronomo non professionista Zanotta è tuttora attivo: buona fortuna!